La depressione stagionale o Disturbo Affettivo Stagionale, in inglese Seasonal Affective Disorder comunemente SAD, è una patologia che colpisce almeno l’1% della popolazione degli emisferi settentrionale e meridionale del mondo. La causa va ricercata nella diminuzione della luce solare giornaliera, che, unitamente a vari fattori ambientali, altera l’orologio biologico umano squilibrando il sistema psicofisico ed ormonale.
E’ noto che le cellule del nostro corpo vengono governate da due sistemi: il sistema nervoso ed il sistema endocrino (produzione di ormoni tramite ghiandole). Entrambi i sistemi hanno bisogno, per funzionare correttamente, anche dell’energia che gli occhi assorbono dalla luce del sole. La mancanza o la riduzione di questa luce può determinare una non corretta produzione di ormoni che, se prolungata per molto tempo, può determinare danni in vari organi fino a provocare malattie.
Le donne sono colpite dal SAD in misura tripla rispetto agli uomini.
I sintomi del SAD sono: umore depresso, tristezza, diminuzione degli interessi sociali e sessuali, basso livello di energia, apatia, difficoltà nella concentrazione, diminuzione della memoria, stanchezza, ansia, basso livello di autostima, aumento dell’appetito in particolare per cibi con alto contenuto calorico, aumento di peso, aumento consumo bevande contenenti caffeina e letargia.
Solo nella prima metà degli anni ottanta il SAD è stato riconosciuto dal “National Institutes of Mental Health” ufficialmente come disturbo del tono e dell’umore.
La scoperta fu fatta nell’ambito dell’analisi delle reazioni psicofisiche dell’uomo durante le stagioni e nei passaggi da una stagione all’altra.
Si accorsero che nei periodi estivi le persone si ammalavano meno ed erano, in genere, più attive.
L’analisi fu poi portata al periodo autunnale ed invernale e in questo caso gli studiosi si accorsero che malesseri e depressioni erano più numerosi durante queste stagioni ed in particolare nei paesi del Nord.
Il campione rappresentativo della società utilizzato in questa indagine scientifica era costituito da 1.500 persone uomini e donne di varia età, di diverso ceto sociale e quindi con diverse abitudini di vita.
Attraverso quest’indagine si riuscì a determinare un profilo statistico dei principali disagi rilevati sul suddetto campione di persone:

- il 96 % risulta essere meno attivo in inverno
- il 94 % dichiara difficoltà nei rapporti interpersonali
- il 96 % avverte sentimenti di tristezza
- l’ 84 % ha sofferto di ansia
- il 79 % ha riferito maggiore irritabilità
- l’ 88 % comunica di avere difficoltà sul lavoro
- più di sette pazienti su dieci hanno registrato un aumento di peso; mentre tutti i pazienti hanno manifestato un aumento dell’appetito
- sei pazienti su dieci hanno riferito una diminuzione delle pulsioni sessuali.
Al giorno d’oggi i casi di SAD sono in forte aumento non solo nei paesi del Nord del mondo; negli USA il 25% della popolazione soffre di SAD e nel mondo circa il 2%.
Le ricerche condotte da molti studiosi (fra i primi Lewy e Rosenthal) hanno reso evidente il legame biologico esistente fra luce e umore; e come i sintomi depressivi dei pazienti colpiti da SAD recedessero con la somministrazione di un intenso programma di fototerapia.
L'esposizione ad una luce di qualità (spettro simile al sole) e di intensità adeguate, come quella di GAJA, è certamente l'antidoto più efficace e sicuro per combattere il SAD.
Già dopo alcune sedute di almeno mezz’ora al giorno ad una distanza di 80 - 10 cm dalla lampada GAJA ( 2.500 – 10.000 lux) si può ottenere un beneficio.
Per alleviarne i disturbi la luce intensa mattutina è riconosciuta più efficace di quella serale.



Basta a sonniferi e tranquillanti, che provocano assuefazione. Oggi si può combattere l’insonnia con un rimedio naturale come la luce biologica della lampada GAJA. Questa è la soluzione vincente quando la mancanza di riposo è dovuta ad un’alterazione dell’orologio biologico del nostro organismo che regola il ciclo sonno - veglia. Si possono così risolvere quelle forme di insonnia che comportano una fase ritardata del sonno (ci si addormenta per esempio alle tre di notte e ci si riesce a svegliare solo alle undici del mattino) oppure anticipata (si ha sonno per esempio alle otto di sera e poi alle tre di notte si è completamente svegli).
Nel primo caso la luce di GAJA deve essere assorbita la mattina perché così si anticipa il momento dell’addormentamento mentre nel secondo caso la luce deve essere assorbita verso sera per ritardare il momento dell’addormentamento.
La luce è il principale regolatore del nostro orologio biologico interno, e l’assunzione della luce di GAJA con spettro ed intensità simili al sole, in un preciso momento della giornata, permette di riequilibrarlo. In questo caso la ghiandola pineale secerne, durante le ore notturne, maggiori quantità di melatonina, l’ormone che ha la funzione di regolare i ritmi del giorno e della notte e che ci permette di dormire sonni tranquilli e di recuperare dalle fatiche giornaliere.