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La depressione stagionale o Disturbo Affettivo Stagionale, in inglese Seasonal Affective Disorder comunemente SAD, è una patologia che colpisce almeno l1% della popolazione degli emisferi settentrionale e meridionale del mondo. La causa va ricercata nella diminuzione della luce solare giornaliera, che, unitamente a vari fattori ambientali, altera lorologio biologico umano squilibrando il sistema psicofisico ed ormonale. E noto che le cellule del nostro corpo vengono governate da due sistemi: il sistema nervoso ed il sistema endocrino (produzione di ormoni tramite ghiandole). Entrambi i sistemi hanno bisogno, per funzionare correttamente, anche dellenergia che gli occhi assorbono dalla luce del sole. La mancanza o la riduzione di questa luce può determinare una non corretta produzione di ormoni che, se prolungata per molto tempo, può determinare danni in vari organi fino a provocare malattie. Le donne sono colpite dal SAD in misura tripla rispetto agli uomini. I sintomi del SAD sono: umore depresso, tristezza, diminuzione degli interessi sociali e sessuali, basso livello di energia, apatia, difficoltà nella concentrazione, diminuzione della memoria, stanchezza, ansia, basso livello di autostima, aumento dellappetito in particolare per cibi con alto contenuto calorico, aumento di peso, aumento consumo bevande contenenti caffeina e letargia. Solo nella prima metà degli anni ottanta il SAD è stato riconosciuto dal National Institutes of Mental Health ufficialmente come disturbo del tono e dellumore. La scoperta fu fatta nellambito dellanalisi delle reazioni psicofisiche delluomo durante le stagioni e nei passaggi da una stagione allaltra. Si accorsero che nei periodi estivi le persone si ammalavano meno ed erano, in genere, più attive. Lanalisi fu poi portata al periodo autunnale ed invernale e in questo caso gli studiosi si accorsero che malesseri e depressioni erano più numerosi durante queste stagioni ed in particolare nei paesi del Nord. Il campione rappresentativo della società utilizzato in questa indagine scientifica era costituito da 1.500 persone uomini e donne di varia età, di diverso ceto sociale e quindi con diverse abitudini di vita. Attraverso questindagine si riuscì a determinare un profilo statistico dei principali disagi rilevati sul suddetto campione di persone:
Le ricerche condotte da molti studiosi (fra i primi Lewy e Rosenthal) hanno reso evidente il legame biologico esistente fra luce e umore; e come i sintomi depressivi dei pazienti colpiti da SAD recedessero con la somministrazione di un intenso programma di fototerapia. L'esposizione ad una luce di qualità (spettro simile al sole) e di intensità adeguate, come quella di GAJA, è certamente l'antidoto più efficace e sicuro per combattere il SAD. Già dopo alcune sedute di almeno mezzora al giorno ad una distanza di 80 - 10 cm dalla lampada GAJA ( 2.500 10.000 lux) si può ottenere un beneficio. Per alleviarne i disturbi la luce intensa mattutina è riconosciuta più efficace di quella serale. Basta a sonniferi e tranquillanti, che provocano assuefazione. Oggi si può combattere linsonnia con un rimedio naturale come la luce biologica della lampada GAJA. Questa è la soluzione vincente quando la mancanza di riposo è dovuta ad unalterazione dellorologio biologico del nostro organismo che regola il ciclo sonno - veglia. Si possono così risolvere quelle forme di insonnia che comportano una fase ritardata del sonno (ci si addormenta per esempio alle tre di notte e ci si riesce a svegliare solo alle undici del mattino) oppure anticipata (si ha sonno per esempio alle otto di sera e poi alle tre di notte si è completamente svegli). Nel primo caso la luce di GAJA deve essere assorbita la mattina perché così si anticipa il momento delladdormentamento mentre nel secondo caso la luce deve essere assorbita verso sera per ritardare il momento delladdormentamento. La luce è il principale regolatore del nostro orologio biologico interno, e lassunzione della luce di GAJA con spettro ed intensità simili al sole, in un preciso momento della giornata, permette di riequilibrarlo. In questo caso la ghiandola pineale secerne, durante le ore notturne, maggiori quantità di melatonina, lormone che ha la funzione di regolare i ritmi del giorno e della notte e che ci permette di dormire sonni tranquilli e di recuperare dalle fatiche giornaliere. |
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